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Showing posts with label Massimiliano Santarossa. Show all posts
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(A short English review on Massimiliano's book is available after the jump)
Ecco il podcast dell'intervista andata in onda ieri sera nel corso del secondo spazio di UP!, tra le 20 e le 21.30, a cura di Nichy D'Andrea. Massimiliano e' tornato per la quarta volta a farci visita in trasmissione, in questo caso per parlare dela sua quarta fatica, il Bildungsroman "Cosa Succede in Citta'". Come ho gia' detto nel corso della puntata, trovo anche questa sua prova riuscitissima: e' un romanzo in cui i ragazzi cresciuti nel corso degli anni '80 si possono immedesimare benissimo, riportando a galla ricordi forse sopiti ma di certo ancora presenti in qualche remoto cantone. Il fil rouge e', com e' abbastanza intuibile dal titolo, la figura di Vasco Rossi, essendo anche stato il fil rouge della musica italiana dalla fine degli anni '80 in poi. Ignorarlo e'/era impossibile. Ma il tema vero e proprio e' rappresentato dai cambiamenti che hanno luogo nell'animo del giovane Macho, alter-ego, se mai servisse dirlo, del nostro Massimiliano. E' un romanzo tenero, a tratti malinconico e al tempo stesso vivace e divertente, senza dubbio piu' "leggero" del precedente "Hai mai fatto parte della nostra gioventu?"
Ma la poesia per niente nascosta tra le righe lo rende un'altra lettura indispensabile per tanti di noi. Nel corso della registrazione si ha modo anche di ascoltare alcuni estratti del romanzo letti dalla voce del suo autore. Ringrazio ancora Massimiliano per averci onorato della sua presenza, Alberto Collino per aver curato il primo spazio ed avermi sostituito in quell'ora, Franco Da Ros per averci concesso una mezzora extra "rubata" alla sua trasmissione.
Questa sera ad UP! Massimiliano Santarossa parla della sua ultima fatica, di cui vediamo la copertina qui di fianco. La trasmissione sara' condotta da Nichy D'Andrea... Questo dalle 20.00 alle 21.30, ringraziamo Franco Da Ros di "Sabbie Mobili" per la mezzora extra!
La prima parte di UP! verra' condotta da Alberto Collino, dalle 19 alle 20 e tratterra' principalmente il concerto di Keith e Julie Tippett che si terra' a Gradisca d'Isonzo questa sera stessa, dalle 20.30 circa in poi.
Simone Piva e i Viola Velluto arrivano al secondo lavoro intitolato "Ci Vuole Fegato per Vivere", dopo l'esordio di "Trattato Postumo di una Sbornia" del 2009. La loro musica continua ad essere diretta e potente ma forse con un'attenzione maggiore agli arrangiamenti, i loro live tirati e vibranti... A proposito non perdetevi il live di stasera, se vi trovate dalle parti di Cividale del Friuli (UD)!
UKN: Innanzitutto noto con piacere che hai incluso alcune canzoni
che avevo già ascoltato nel corso della collaborazione insieme a Massimiliano
Santarossa, in particolare "L'Italia Far West" ormai era già un tuo/vostro
cavallo di battaglia. Cosa ti è rimasto di quell'esperienza? Si ripeterà in
futuro?
SP: L'esperienza con Massimiliano Santarossa è
stata fantastica, e culturalmente importante e sicuramente si
ripeterà.
UKN: Domanda inevitabile, vista la precedente... Le
canzoni partono da te e poi vengono riarrangiate dal gruppo completo o come sono
le dinamiche in tal senso quando componi/componete?
SP: Le canzone di base (testo e musica) sono
composte da me. In sala prove poi c'è un intenso lavoro di sviluppo con il
gruppo, fino a trovare, secondo noi, la giusta armonia.
UKN: Della tua militanza nei Vertigine abbiamo già parlato in passato, ma come trovi
il tuo lavoro attuale diverso dalle cose con il tuo ex-gruppo e quale evoluzione
invece rispetto a Trattato postumo...
SP: I Vertigine son stati una grossa esperienza e
anche una "scuola" che ci ha permesso di farci conoscere e di toglierci delle
soddisfazioni importanti. L'attuale disco è più maturo del precedente, più
ricercato e cosciente.
UKN: Simone, tu trascrivi nei testi delle impressioni che forse
tutti noi pensiamo ma che pochi forse hanno ancora coraggio di sputare fuori.
Vanno sempre dritto al sodo. Aborri i luoghi comuni. Che consigli ci dai per
sopravvivere in questo marasma? Ti ritrovi mai a discuterli con il pubblico, che
critiche ti vengono poste?
SP: L'unico consiglio che mi permetto di dare è la
ricerca e la conoscenza più intima di noi stessi. Spesso la gente si fa
influenzare dai pensieri e dalle opinioni altrui, ascoltando poco ciò che si
vuole e desidera veramente. Dal pubblico traggo molta ispirazione anche
attraverso questi confronti che mi permettono di capire che i miei pensieri sono
comuni ma, molto spesso, c'è la paura di esternarsi. E' così che, a volte,
sono più cosciente del messaggio che voglio dare. Le critiche, a mio parere,
sono tutte costruttive e quindi, spesso, da tenere in
considerazione.
UKN: La tua musica è senza fronzoli, si può dire
veramente punk, anche se non in maniera convenzionale. Se mi posso permettere
quà e là sento anche echi di Afterhours e Litfiba periodo "Terremoto"... Anche i
TARM in particolare negli ultimi due pezzi. Ci può stare?
SP: Ritengo che qualsiasi "artista" debba trarre
spunti da altri, ma sta in ognuno la capacità di riuscire a esprimere al meglio
i propri concetti.
UKN: Anche a te chiedo quali artisti
locali/emergenti ti sono piaciuti di recente, quali vanno tenuti
sott'occhio?
SP: Credo che qualsiasi gruppo emergente abbia il
diritto di essere tenuto sott'occhio per il semplice fatto che utilizza il suo
tempo e le sue energie per creare e far conoscere la sua
musica.
UKN: Gemona brucia come London's burning?
Cosa pensi della Gemona di adesso?
SP: Come molti in Italia, anche Gemona è un piccolo
paesino provinciale, dove si hanno grosse difficoltà nell'emergere. Talvolta
molti ostacoli ci limitano e ci demoralizzano. Ma, infondo, Gemona è pur sempre
il mio bel paese.
UKN: Ultima domanda... Raccontaci un po' l'esperienza in terra pugliese.
SP: L'esperienza Pugliese è stata straordinaria.
Salire sul palco del Giovinazzo Rock Festival prima di Nada e i Zen
Circus, davanti a migliaia persone, è stato molto emozionante. Ci ha
dato molta soddisfazione la partecipazione del pubblico e un ottimo
riscontro da parte della critica quale radio, giornali,
ecc..
I prossimi appuntamenti live sono: Venerdi 26 agosto in Piazzetta Duomo a Cividale per la
Notte Bianca Domenica 4 Settembre al PAN E SALAM a Gemona del Friuli in via
Bini (unplugged).
(English after the jump.)
Era il 15 ottobre 2010 quando Massimiliano tornava per la terza volta a farci visita ad UP!, negli studi di Radio Onde Furlane, per presentare la sua ultima fatica, il romanzo pubblicato da Baldini Castoldi Dalai e intitolato "Hai mai fatto parte della nostra gioventù?" Ricordo ancora bene il suo esordio, Storie dal fondo (Biblioteca dell'immagine, 2007), la sorpresa di ritrovarsi un libro nuovo di zecca nella buca delle lettere, dopo pochissimi semplici contatti su myspace in cui si parlò di musica, anni '90, della nostra derelitta (de)generazione. Mi disse che mi sarebbe piaciuto e fu proprio così, lo lessi in un baleno, ritrovandomi a pieno nei suoi racconti, nei suoi personaggi, nella sua vita, benchè forse non altrettanto movimentata. Ma le notti brave senza fine, passate negli stessi locali o nel letto di un fiume in mezzo ai fuochi, alla musica a tutto volume e alla baldoria, gli eccessi li ho conosciuti anch'io. Massimiliano trasmette quella sensazione di "Riuscirò mai a tornare a casa stanotte... Ma devo proprio tornare a casa???", quella sensazione di non essere né carne né pesce, tra un mondo rustico e tradizionale e la tecnologia più spinta, di essere un eroe e un perdente al tempo stesso. Eroe perché vivere di questi tempi è già un fatto di per sé eroico, "loser" perché ci stanno togliendo "ciò che ci spetta" ogni giorno che passa, siamo più poveri in tutti i sensi, nella nostra identità, nella nostra libertà mentre la natura si fa beffe di noi prima di esalare l'ultimo respiro. Non fai parte di quella generazione, se non li hai provati, almeno una volta, questi sentimenti, questi eccessi.